Come lavoriamo

COME LAVORIAMO IN VIGNETO E IN CANTINA

La cooperativa La Kiuva ha incoraggiato i soci a recuperare e reimpiantare i vigneti situati in zone vocate ormai abbandonate, ha differenziato ed incrementato la gamma di vini attraverso l’introduzione di varietà di uve internazionali ed autoctone ed ha investito molte energie sulla valorizzazione del vitigno principale, il Nebbiolo che in questa zona viene chiamato fin dai tempi antichi Picotendro.
Questo vitigno, un tempo allevato solo in pergola, attualmente è coltivato anche a filare, negli appezzamenti dove la conformazione del terreno lo consente.

Coltivato sotto le montagne più alte d’Europa, in terrazze dove la terra è contenuta da muri in pietra a secco, il Picotendro in questi luoghi si è ambientato nel corso di centinaia di anni alle difficili condizioni climatiche ed ambientali sino a generare difese naturali, atte a garantire la continuità varietale.

In questi terreni originati dai ghiacciai, prevalentemente sabbiosi, la vite è ancora coltivata in modo tradizionale.
Ogni 4 anni, nella stagione autunnale si effettua la concimazione dei vigneti in produzione: ove possibile, si interra letame bovino maturo misto a paglia, altrimenti lo si sparge sul terreno. La neve che cadrà in inverno contribuirà a sciogliere le sostanze nutritive e a renderle disponibili per le radici della pianta. Ogni anno poi, si lasciano sul terreno i tralci di potatura trinciati e l’erba falciata nei filari e sotto le pergole.
Questa pratica, oltre a rendere il terreno più ricco di sostanza organica e di sali minerali, ne incrementa l’umidità e facilita la vita biologica.

A fine inverno si compie la più importante e delicata operazione manuale: la potatura. Il viticoltore, profondo conoscitore del vigneto, decide quante gemme lasciare sui capi a frutto in funzione del vigore e della storia di ogni singola pianta. Nei mesi successivi, durante le impegnative operazioni di palizzatura (sistemazione dei tralci) e di potatura verde, ottimizzerà il lavoro scegliendo quanti tralci dell’anno e quanti grappoli dovrà allevare.

Nel periodo primaverile ed estivo, su indicazione del tecnico regionale Stefania Dozio, i viticoltori effettuano i trattamenti contro l’oidio e contro la peronospora in funzione dello sviluppo della vite e dell’andamento climatico. Si predilige l’uso dello zolfo e del rame senza escludere, in caso di necessità, l’utilizzo di altri formulati. L’uso limitato dei prodotti fungicidi, è determinato dalla ventilazione che asciuga la vegetazione delle piante.
Non si fa ricorso ad insetticidi di nessun genere ed in caso di attacchi di acari si cerca di ripristinare l’equilibrio attraverso il trasferimento di antagonisti naturali (fitoseidi), provenienti dai vigneti adiacenti in buone condizioni.

Passeggiando tra le vigne dei soci della cooperativa, non sorprendetevi nel trovare nidi al cui interno i passerotti hanno deposto le uova. Durante la maturazione dell’uva la comparsa di volpi, tassi e ghiri, che si nutrono del frutto maturo è un fenomeno ricorrente e fa di questi animali gli avversari naturali dei viticoltori.

La cooperativa La Kiuva, consapevole che la qualità di un vino dipende dal vigneto, sin dal 2008 si è impegnata in un ambizioso progetto che ha coinvolto tutti i soci. L’obiettivo è produrre uve sane, ricorrendo il meno possibile all’uso di prodotti chimici nella lotta contro i parassiti fungini. Una commissione scelta tra i soci ed accompagnata dal tecnico viticolo visita con cadenza quindicinale tutti i vigneti dei soci, valutandone lo stato sanitario, i carichi di uva, la gestione del suolo e della parete fogliare. In base ai sopralluoghi si stila un giudizio per ogni vigneto, allegandovi i relativi consigli tecnici. Questo metodo di lavoro permette ai viticoltori di confrontarsi e di scambiare le diverse esperienze, arricchisce la conoscenza, valorizza il lavoro di gruppo, aumenta il senso di appartenenza e la crescita professionale.
Anche in cantina, l’operato degli enologi,Sergio Molino, per i vini fermi e Sergio Marchisio per quelli spumantizzati sono in sintonia con il principio di produrre vini nel modo più naturale possibile, ricorrendo a chiarificanti naturali per ottenere vini limpidi e limitando l’uso dell’anidride solforosa.

Nella vendemmia del 2009, per la produzione di alcuni dei suoi vini, la Cooperativa La Kiuva ha sperimentato lieviti isolati nei vigneti della Valle d’Aosta; i ceppi selezionati sono stati caratterizzati dal laboratorio di microbiologia dell’Institut Agricole Régional di Aosta e sono stati testati presso la cantina sperimentale effettuando delle microvinificazioni. Questa esperienza è risultata talmente positiva da convincere gli enologi ad utilizzare dalla vendemmia 2010 solo lieviti isolati in Valle d’Aosta. Parallelamente, grazie alla collaborazione dell’Institut Agricole Régional, si procederà alla ricerca e selezione nei vigneti della zona dell’Arnad-Montjovet di lieviti locali. L’obiettivo è di caratterizzare ulteriormente le peculiarità del territorio nei nostri vini.

Festina Lente, frase attribuita a Svetonio, fu il motto scelto dalla famiglia dei Valleise originaria del territorio di Arnad. Letteralmente significa “ Affrettati Piano”.
Il senso più profondo del messaggio è quello che la Cooperativa La Kiuva ha scelto di perseguire:

Avere la pazienza di provare, esplorare e scoprire.
Partire adagio, senza fretta,
essere pronti ad accelerare i tempi e a cogliere le occasioni
quando ci si trova davanti agli imprevisti.


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