LE NOSTRE CANTINE

La cooperativa La Kiuva con sede ad Arnad in Valle D’Aosta in frazione Pied de Ville, 42 è stata fondata nel 1975 ed è stata una tra le prime cantine concepite dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta. Il primo conferimento alla cantina sociale è stato nel 1979 con 506 quintali.

Attualmente la cooperativa comprende 60 soci conferenti per un totale di 1000 quintali, con una produzione di circa 70.000 bottiglie/anno.

Molti vecchi vigneti, che versavano in stato di semi-abbandono sono in fase di ricostituzione per un totale di circa 15 ettari di vigneto.

Nei circa 600 metri quadrati della superficie dell’edificio si sono svolte tutte le tecniche di vinificazione fino al 2008; anno in cui la Coop. ha deciso di intraprendere la produzione di un vino spumante, costituito dal 100% di  uve nebbiolo, elaborato con il metodo classico, quindi con la  rifermentazione in bottiglia.

La tecnica scelta prevede periodi di alcuni anni (almeno 3- 4) di maturazione del vino sui lieviti in bottiglia. Sono quindi necessarie superfici di stoccaggio molto ampie. Si è quindi pensato, al posto di costruire nuove cantine, di dare una nuova vita ai numerosi edifici storici che il borgo di Arnad accoglie e che costituiscono autentici gioielli pluricentenari.
In essi si trovano antiche cantine che manterranno il vino a loro affidato nel migliore dei modi : ad una temperatura costante nelle 4 stagioni, al buio e nel riposo assoluto. Saranno però pronte a mettersi in mostra quando turisti curiosi vorranno destarle dal loro sonno per esibire tutto il loro fascino e la preziosità del prodotto che contengon

Tutti i vigneti sono situati tra i 380 ed i 500 metri s.l.m.; le varietà bianche ed aromatiche sono posizionate nella fascia più alta mentre i vigneti che danno le produzione per affinamento in legno con maggiore struttura e corpo sono in quella più bassa.

Ogni singola annata di produzione del vino sarà abbinata ad una cantina. In oltre, la Coop. La Kiuva ha dato mandato a Marco Jaccond, operatore artistico, di selezionare delle opere d’arte, che la Coop. acquisterà pagandole in bottiglie di vino, una al giorno per un anno. Queste opere saranno installate nelle cantine e verranno abbinate ad ogni annata di vino.

Durante Cantine Aperte, manifestazione internazionale del movimento turismo del vino,che si svolge l’ultima domenica di maggio di ogni anno,tutte le cantine saranno visitabili. Lo saranno anche nel corso dell’anno solo su appuntamento chiamando il numero  0125-966351.

Annesso ai locali della Cooperativa è presente un ristorante in cui si possono trovare i vini prodotti nella cantina sottostante. Il locale è costituito da un salone con circa 300 posti, da un bar e da un ampio parcheggio.

L’immagine seguente è relativa alla planimetria del Borgo di Arnad con la dislocazione delle cantine già operanti:

percorso_cantine1

COME LAVORIAMO

La cooperativa La Kiuva ha incoraggiato i soci a recuperare e reimpiantare i vigneti situati in zone vocate ormai abbandonate, ha differenziato ed incrementato la gamma di vini attraverso l’introduzione di varietà di uve internazionali ed autoctone e ha investito parecchie energie sulla valorizzazione del vitigno principale, il Nebbiolo che localmente, sin da tempi antichi, è chiamato Picotendro.

Questo vitigno, un tempo allevato solo in pergola, attualmente è coltivato anche a filare, negli appezzamenti dove la conformazione del terreno lo consente. Coltivato sotto le montagne più alte d’Europa, in terrazze dove la terra è contenuta da muri in pietra a secco, il Picotendro in questi luoghi si è ambientato nel corso di centinaia di anni alle difficili condizioni climatiche ed ambientali sino a generare difese naturali, atte a garantire la continuità varietale. In questi terreni originati dai ghiacciai, prevalentemente sabbiosi, la vite è ancora coltivata in modo tradizionale.

Nella stagione autunnale, ogni 4 anni, si effettua la concimazione dei vigneti in produzione. Dove possibile si interra letame bovino maturo misto a paglia, altrimenti lo si sparge sul terreno; la neve che cadrà in inverno contribuirà a sciogliere le sostanze nutritive e a renderle disponibili per le radici della pianta.

Ogni anno poi, si lasciano sul terreno i tralci di potatura trinciati e l’erba falciata nei filari e sotto le pergole.

Questa pratica, oltre a rendere il terreno più ricco di sostanza organica e di sali minerali, ne incrementa l’umidità e facilita la vita biologica. A fine inverno si compie la più importante e delicata operazione manuale: la potatura. Il viticoltore, profondo conoscitore del vigneto, decide quante gemme lasciare sui capi a frutto in funzione del vigore e della storia di ogni singola pianta. Nei mesi successivi, durante le impegnative operazioni di palizzatura (sistemazione dei tralci) e di potatura verde, ottimizzerà il lavoro scegliendo quanti tralci dell’anno e quanti grappoli dovrà allevare.

Nel periodo primaverile ed estivo i viticoltori effettuano i trattamenti contro l’oidio e contro la peronospora in funzione dello sviluppo della vite e dell’andamento climatico, su indicazione del tecnico regionale che si interessa della cooperativa,Stefania Dozio. Si predilige l’uso dello zolfo e del rame senza escludere in caso di necessità, l’utilizzo di altri formulati. L’uso limitato dei prodotti fungicidi, è determinato dalla ventilazione che asciuga la vegetazione delle piante.

Non si fa ricorso ad insetticidi di nessun genere ed in caso di attacchi di acari si cerca di ripristinare l’equilibrio attraverso il trasferimento di antagonisti naturali (fitoseidi), provenienti dai vigneti adiacenti in buone condizioni.

Passeggiando tra le vigne dei soci della cooperativa, non sorprendetevi nel trovare nidi al cui interno i passerotti hanno deposto le uova. Durante la maturazione dell’uva la comparsa di volpi, tassi e ghiri, che si nutrono del frutto maturo è un fenomeno ricorrente e fa di questi animali gli avversari naturali dei viticoltori.

La cooperativa La Kiuva, consapevole che la qualità di un vino dipende dal vigneto, sin dal 2008 si è impegnata in un ambizioso progetto, il quale ha coinvolto tutti i soci. L’obiettivo è produrre uve sane, ricorrendo il meno possibile all’uso di prodotti chimici nella lotta contro i parassiti fungini. Una commissione scelta tra i soci ed accompagnata dal tecnico viticolo visita con cadenza quindicinale tutti i vigneti dei soci, valutandone lo stato sanitario, i carichi di uva, la gestione del suolo e della parete fogliare. In base ai sopralluoghi si stila un giudizio per ogni vigneto, allegandovi i relativi consigli tecnici. Questo metodo di lavoro permette ai viticoltori di confrontarsi e di scambiare le diverse esperienze, arricchisce la conoscenza, valorizza il lavoro di gruppo, aumenta il senso di appartenenza e la crescita professionale.
Anche in cantina, l’operato degli enologi,Sergio Molino, per i vini fermi e Sergio Marchisio per quelli spumantizzati  sono in sintonia con il principio di produrre vini nel modo più naturale possibile, ricorrendo a chiarificanti naturali per ottenere vini limpidi e limitando l’uso dell’anidride solforosa.

Nella vendemmia del 2009, per la produzione di alcuni dei suoi vini, la Cooperativa La Kiuva ha sperimentato lieviti  isolati nei vigneti della Valle d’Aosta; i ceppi selezionati sono stati caratterizzati dal laboratorio di microbiologia dell’Institut Agricole Régional di Aosta e sono stati testati presso la cantina sperimentale effettuando delle microvinificazioni. Questa esperienza è risultata talmente positiva da convincere gli enologi ad utilizzare dalla vendemmia 2010 solo lieviti isolati in Valle d’Aosta. Parallelamente, grazie alla collaborazione dell’Institut Agricole Régional, si procederà alla ricerca e selezione nei vigneti della zona dell’Arnad-Montjovet di lieviti locali. L’obiettivo è di caratterizzare ulteriormente le peculiarità del territorio nei nostri vini.

Il senso più profondo del messaggio è quello che la Cooperativa La Kiuva ha scelto di perseguire:

Avere la pazienza di provare, esplorare e scoprire.
Partire adagio, senza fretta,
essere pronti ad accelerare i tempi e a cogliere le occasioni
quando ci si trova davanti agli imprevisti.


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